scultura

 
 
 

Nasce a Fère-en-Tardenois (Aisne) l’8 dicembre 1864 e muore nell’ospedale psichiatrico di Montfavet (Avignone) il 19 ottobre 1943.

Fin dalla tenera età Camille si appassiona alla scultura e, con l’appoggio del padre (e l’ostilità della madre) inizia a frequentare scuole di avviamento. Fra i vari maestri, di grande importanza è stato lo scultore Alfred Boucher.

Due importanti eventi condizioneranno la vita di Camille: il primo è la partenza di Boucher per Roma, nel 1883, che sarà all’origine del violento e drammatico rapporto della scultrice con Auguste Rodin. Il secondo la morte del padre nel 1913, che sarà la causa della sua deriva psicologica prima, e psichiatrica successivamente, con ricovero in ospedale psichiatrico di Montfavet dove permarrà fino alla sua morte, per la durata di 30 anni. Da osservare che Camille a più riprese, ma inutilmente, pregò la madre di farla dimettere e di riammetterla in casa.

La relazione con il grande scultore Auguste Rodin durò con alterne vicende una decina di anni. Durante questo periodo, circa negli anni 1889-92, Camille conobbe Claude Debussy, e fra i due sembrò nascere un rapporto amoroso. È certo che Debussy si sia innamorato, lo scrisse in una lettera a un amico

“Ah! L'amavo veramente, e in più con un ardore triste poiché sentivo, da segni evidenti, che mai lei avrebbe fatto certi passi che impegnano tutta un'anima e che sempre si manteneva inviolabile a ogni sondaggio sulla solidità del suo cuore! Ora resta da sapere se lei contenesse tutto ciò che io cercavo! E se ciò non fosse il nulla. Malgrado tutto, piango sulla scomparsa del Sogno di questo Sogno…”.

Camille non ricambiò l’amore e ben presto, su sollecitazione di Auguste, tornò a lui.

Molto dello stile scultoreo di Camille si deve a Rodin, soprattutto la ricerca espressiva del corpo nelle vicende della sessualità e della vita affettiva. Se la relazione ha avuto intensi aspetti erotico-affettivi, ha avuto anche contrasti sull’attività artistica. Camille infatti ha fortemente sostenuto che in buona misura lo stile scultoreo degli ultimi tempi di Rodin fosse dovuto alla sua presenza e quindi alla sua stessa influenza.

Su questo argomento, molto interessate è stata la pièce teatrale “Il mio nome è Camille” rappresentata qui a Piacenza il 23 marzo 2019 e interpretata da Francesca Poggi nella veste della scultrice e da Maurizio Cammi, la voce di Auguste Rodin. Si tratta di un monologo nel quale la scultrice ricostruisce le sue vicende amorose, i suoi rapporti col padre e con la madre e la sua deviazione psicologia, con alcune interruzioni dovute a interventi della voce di Auguste.

Molte delle sculture di Camille sono conservate nel Musèe Rodin di Parigi. Più recentemente è stato realizzato un altro museo a Nogent-sur-Seine (Aube), intitolato proprio a Camille Claudel, che conserva moltissime sue opere.

Fra le sue opere più famose sono da ricordare La valse, Clotho, Sakountala, L’Âge mûr, etc. In alcune di esse, soprattutto in La Valse, si sente emergere la passione di Camille per Auguste.

CAMILLE CLAUDEL