AL DI LÀ DELLE NUVOLE (Michelangelo Antonioni e Wim Wenders, 1995)

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Uno dei due film diretta da Antonioni dopo l’ictus. Nella direzione di questo film è stato aiutato da Wim Wenders. Il film è tratta da un suo romanzo, Quel bowling sul Tevere.

Un regista, interpretato da John Malkovich, è alla ricerca di un soggetto per fare un film e incontra quattro storie d’amore, in cui l’amore tende a negare se stesso o quantomeno si avvolge su se stesso come un nodo impossibile da sciogliere. La prima la incontra a Ferrara. Un amore che si prolunga per anni, senza mai risolversi in un incontro d’amore. Sono Silvano (Kim Rossi Stuart) e Carmen (Laura Boccanera). I loro incontri li portano a una intimità che tuttavia non si conclude mai in un rapporto amoroso vero e proprio. Il gusto dell’attesa, che diventa infinita. A Portofino il regista incontra una ragazza (Sophie Marceau) che gli confesse di essere stata l’assassina del padre, che ha ucciso con dodici coltellate. Si tratta di un crimine ora risolto, ma il regista è affascinato dal tono del racconto e dalla tredici coltellate. Forse se fossero state solo tre la storia avrebbe perso il suo interesse. A Parigi il regista incontra un altro amore ritorto: Una donna sposata, Patricia (Fanny Ardant), ha un marito (Peter Weller) che la tradisce con un’amante, Chiara Caselli. La situazione non regge. Entrambe le donne soffrono questo dividersi dell’uomo. Patricia, davanti alle incertezze del marito decide di separarsi e affitta un appartamento portandosi via tutti i mobili dell’appartamento maritale. L’appartamento nuovo, tuttavia è abitato da una coppia in crisi, e Patricia, entrandovi scopre che anche lì, in un appartamento completamente svuotato di mobili, c’è un uomo abbandonato dalla moglie per un amante (Jean Reno). Fra i due si tende una comprensione che potrebbe sfociare in un amore o in una convivenza. Un piccolo intervallo in cui un pittore (Marcello Mastroianni) dipinge un paesaggio, assistito da vicino da una signora (Jean Moreau). I due discutono su autenticità delle immagini e le loro copie. È un richiamo a uno dei più bei film di Antonioni, La notte, che ha appunto i due attori per protagonisti. L’ultima storia d’amore si svolge ad Aix-en-Provence. Un ragazzo, Niccolò (Vincent Perez), incontra per strada, diretta in chiesa, una fanciulla (Irène Iacob). La ragazza sembra felice, e Niccolò indovina: è innamorata. La fanciulla conferma. Uscita di chiesa essa torna a casa sua, e all’invito di Niccolò di vedersi il giorno successivo, ella gli confessa che proprio quel giorno entrerà in convento: è innamorata di Dio.

Il film desta un certo interesse nel seguire questi amori mai risolti; interesse ravvivato da fotografie molto belle. Ferrara ad esempio, col palazzo dei diamanti, il corso d’Ercole I d’Este, o il lungo portico nel quale Silvano e Carmen si incontrano. Portofino sotto la pioggia, col mare agitato e gli spruzzi che assaliscono i protagonisti, o i viottoli che portano su nelle colline, stretti e chiusi fra le mura di ville nascoste; Parigi, la grande Parigi, con appartamenti ultramoderni, con pareti fatte di vetri; e infine Aix-en-Provence, con queste strade strette fra case antiche, acciottolato sulle strade, chiese silenziose in stile gotico antico, etc.

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