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	<title>Dicoseunpo</title>
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	<description>Riflessioni su un po' di cose</description>
	<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 23:31:49 +0000</pubDate>
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		<title>LA STAGIONE SCALIGERA 2010-2011: alcune osservazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 23:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[

 
Confesso che qualche perplessità su questa stagione non mi è mancata. L’opera inaugurale del 7 dicembre è Die Walküre, con la direzione di Daniel Barenboim e la regia di Guy Cassiers. E questo è comprensibile, in quanto fa parte del progetto di rappresentare per intero la tetralogia wagneriana, sotto la stessa direzione e con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"><font size="3" face="'Lucida Grande'" class="Apple-style-span"><span style="font-size: 13px" class="Apple-style-span"></span></font></p>
<p class="MsoNormal"> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/barenboim_direttore_dettaglio.jpg" title="barenboim_direttore_dettaglio.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/barenboim_direttore_dettaglio.thumbnail.jpg" alt="barenboim_direttore_dettaglio.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Lucida Grande'">Confesso che qualche perplessità su questa stagione non mi è mancata. L’opera inaugurale del 7 dicembre è <em>Die Walküre</em>, con la direzione di Daniel Barenboim e la regia di Guy Cassiers. E questo è comprensibile, in quanto fa parte del progetto di rappresentare per intero la tetralogia wagneriana, sotto la stessa direzione e con la stessa regia, sia pure diluita in tre stagioni (la stagione scorsa è stata la volta della rappresentazione di <em>Das Rheingold</em>; <em>Siegfried</em> e <em>Götterdämmerung</em> verranno rappresentate nella stagione del 2011-2012).</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=781#more-781" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>In margine alla lettura del romanzo di Pavolini: qualche considerazione sul 29 aprile 1945</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 22:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[

Al di là del romanzo che ha stimolato in me alcune riflessioni sulla storia nazionale durante il regime fascista, credo che sia giusto esprimere alcune considerazioni relativamente agli eventi che ne hanno definitivamente sanzionato la fine:
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/i-15-partigiani.jpg" title="i-15-partigiani.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/i-15-partigiani.thumbnail.jpg" alt="i-15-partigiani.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Lucida Grande'">Al di là del romanzo che ha stimolato in me alcune riflessioni sulla storia nazionale durante il regime fascista, credo che sia giusto esprimere alcune considerazioni relativamente agli eventi che ne hanno definitivamente sanzionato la fine:</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=776#more-776" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>ACCANTO ALLA TIGRE, di Lorenzo Pavolini</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 22:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Per uno della mia generazione che ha vissuto in età ancora infantile (sono nato nel 1935) gli ultimi momenti del regime fascista e la breve vita della Repubblica Sociale Italiana, “fascismo” è sempre stato, senza discussioni, sinonimo di periodo oscuro della storia italiana, di dittatura imposta, di ideologia perversa. L’accusa di “fascista” è sempre stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/pavolini_44533.jpg" title="pavolini_44533.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/pavolini_44533.thumbnail.jpg" alt="pavolini_44533.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Lucida Grande'">Per uno della mia generazione che ha vissuto in età ancora infantile (sono nato nel 1935) gli ultimi momenti del regime fascista e la breve vita della Repubblica Sociale Italiana, “fascismo” è sempre stato, senza discussioni, sinonimo di periodo oscuro della storia italiana, di dittatura imposta, di ideologia perversa. L’accusa di “fascista” è sempre stata un’accusa che più che insulto, voleva significare disprezzo. Fascista era definita una persona che cercava di imporre la propria volontà agli altri, pur essendo priva di idee.</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=775#more-775" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>SONO COMUNI LE COSE DEGLI AMICI, di Matteo Nucci</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 23:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[

È il racconto di una frattura nella vita di Lorenzo: egli ripudia la moglie, Cristina, per intraprendere una relazione con Sara, la donna del suo amico d’infanzia. Il racconto si articola in tre parti, che potrebbero anche essere i tre momenti più significativi nei quali Lorenzo vive questa frattura.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"><font size="3" face="'Lucida Grande'" class="Apple-style-span"><span style="font-size: 13px" class="Apple-style-span"><a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/nuccimatteo.jpg" title="nuccimatteo.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/08/nuccimatteo.thumbnail.jpg" alt="nuccimatteo.jpg" /></a></span></font></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px" class="Apple-style-span">È il racconto di una frattura nella vita di Lorenzo: egli ripudia la moglie, Cristina, per intraprendere una relazione con Sara, la donna del suo amico d’infanzia. Il racconto si articola in tre parti, che potrebbero anche essere i tre momenti più significativi nei quali Lorenzo vive questa frattura.</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=773#more-773" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>CANALE MUSSOLINI, di Antonio Pennacchi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 19:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[

Si tratta di una saga familiare, i Peruzzi, dei quali l’autore descrive le peripezie nel corso di un quindicennio, dal 1930 al 1945. Il perno del romanzo è la bonifica delle paludi pontine e il loro popolamento, come agro Pontino appunto, da parte di una popolazione immigratavi dall’area veneto-friulana-romagnola.
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<p class="MsoNormal"><font size="3" face="'Lucida Grande'" class="Apple-style-span"><span style="font-size: 13px" class="Apple-style-span"><a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/pennacchi-1.jpg" title="pennacchi-1.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/pennacchi-1.thumbnail.jpg" alt="pennacchi-1.jpg" /></a></span></font></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px" class="Apple-style-span">Si tratta di una saga familiare, i Peruzzi, dei quali l’autore descrive le peripezie nel corso di un quindicennio, dal 1930 al 1945. Il perno del romanzo è la bonifica delle paludi pontine e il loro popolamento, come agro Pontino appunto, da parte di una popolazione immigratavi dall’area veneto-friulana-romagnola.</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=771#more-771" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>ACCIAIO di Silvia Avallone</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 21:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[

Ero molto incuriosito da questo libro, osannato dalla stampa, dalla TV, dalle critiche in genere, come un romanzo che si proponeva di ricuperare aspetti che in questa società dei consumi e della globalizzazione sembravano svaniti: il mondo operaio, le periferie urbane, la vita come fine a se stessa, la ricerca di momenti di felicità, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"><font class="Apple-style-span" face="'Lucida Grande'" size="3"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px"><a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/silvia-avallone.jpg" title="silvia-avallone.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/silvia-avallone.thumbnail.jpg" alt="silvia-avallone.jpg" /></a></span></font></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Lucida Grande'">Ero molto incuriosito da questo libro, osannato dalla stampa, dalla TV, dalle critiche in genere, come un romanzo che si proponeva di ricuperare aspetti che in questa società dei consumi e della globalizzazione sembravano svaniti: il mondo operaio, le periferie urbane, la vita come fine a se stessa, la ricerca di momenti di felicità, la valorizzazione dei sentimenti nei rapporti reciproci. </span><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px">Francamente la lettura mi ha profondamente deluso.</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=768#more-768" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>VEDI ALLA VOCE: AMORE, di David Grossman</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 12:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[

«L’arbitrio di una forza esterna che irrompe con violenza nella vita di un uomo, di un’anima, è il tema ricorrente in quasi ogni mio libro. In Vedi alla voce: amore era il nazismo». Con queste parole David Grossman fornisce la chiave di lettura di un romanzo complesso, di rara intensità, che ha come argomento l’olocausto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"><font class="Apple-style-span" face="'Lucida Grande'" size="3"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px"><a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/grossman.jpg" title="grossman.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/grossman.thumbnail.jpg" alt="grossman.jpg" /></a></span></font></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Lucida Grande'">«L’arbitrio di una forza esterna che irrompe con violenza nella vita di un uomo, di un’anima, è il tema ricorrente in quasi ogni mio libro. In <em>Vedi alla voce: amore</em> era il nazismo». Con queste parole David Grossman fornisce la chiave di lettura di un romanzo complesso, di rara intensità, che ha come argomento l’olocausto. Nella prefazione, Paolo Mauri scrive: «L’enorme letteratura sull’Olocausto si può dividere, molto approssimativamente, in due grandi filoni: quello che mostra la <em>Cosa</em> e quello che, la <em>Cosa</em>, la interroga. Nel primo caso l’esibizione (ben diversa dalla fredda documentazione che, per esempio, si può vedere oggi in quelli che furono i lager) è simile alla pornografia. Si mostra l’orrore come si mostra la carne e il lettore si trasforma in un <em>voyeur</em> dell’orrore. […] Il secondo filone, [è] quello che la <em>Cosa</em> la interroga, senza tacerne i dettagli significativi, ma senza sentire il bisogno di mostrarla». In questo filone «la <em>Cosa</em> viene esplorata nella facce della gente, nelle parole: anch’esse così normali da far più orrore di un mostro vero e proprio; viene ricostruita nei ricordi dei superstiti (vittime e assassini), anch’essi così comuni e pieni – parlo delle vittime – di dolore e di lacrime da far pensare: ma come è potuto accadere così <em>normalmente</em>?»</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=767#more-767" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<item>
		<title>SHAKESPEARES SONNETTE, Teatro Nuovo di Spoleto, 53° Festival dei due mondi - Recensione di Jacopo Feliciani</title>
		<link>http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=762</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[

 
Un immenso drammaturgo quale Shakespeare ingenera sempre molta polemica a partire dalla biografia… Michelangelo Crollalanza in Sicilia diventa William “shake the speare” (“scuoti la lancia”) a Stratford-upon-Avon? I sonetti di Shakespeare vengono a ingarbugliare ulteriormente l&#8217;interrogativo o fanno chiarezza e rendono più chiara la comprensione? Uno spettacolo è in grado di risolvere interrogativi? In Italiano non si può partire bruscamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"><font class="Apple-style-span" face="'Lucida Grande'" size="3"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px"></span></font></p>
<p class="MsoNormal"> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/sonettishakespeare3.jpg" title="sonettishakespeare3.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/sonettishakespeare3.thumbnail.jpg" alt="sonettishakespeare3.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px">Un immenso drammaturgo quale Shakespeare ingenera sempre molta polemica a partire dalla biografia… </span><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px">Michelangelo Crollalanza in Sicilia diventa William “shake the speare” (“<em>scuoti la lancia</em>”) a Stratford-upon-Avon? </span><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px">I sonetti di Shakespeare vengono a ingarbugliare ulteriormente l&#8217;interrogativo o fanno chiarezza e rendono più chiara la comprensione? </span><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px">Uno spettacolo è in grado di risolvere interrogativi? </span><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px">In Italiano non si può partire bruscamente con questi interrogativi, ma il drammaturgo per eccellenza non lascia scappatoie di alcun genere.</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=762#more-762" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>CAINO, di José Saramago</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 10:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[

A distanza di 18 anni, Saramago ritorna sui sacri testi. Nel 1991 col Vangelo secondo Gesù Cristo si è cimentato col Nuovo Testamento. Nel 2009, col suo ultimo libro, Caino, appunto, si è cimentato con l’Antico Testamento. Il romanzo comincia con la creazione di Adamo ed Eva, il paradiso terrestre, il peccato originale, la punizione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/saramago.jpg" title="saramago.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/saramago.thumbnail.jpg" alt="saramago.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: 'Lucida Grande'; font-size: 13px" class="Apple-style-span">A distanza di 18 anni, Saramago ritorna sui sacri testi. Nel 1991 col <em>Vangelo secondo Gesù Cristo</em> si è cimentato col Nuovo Testamento. Nel 2009, col suo ultimo libro, <em>Caino</em>, appunto, si è cimentato con l’Antico Testamento. Il romanzo comincia con la creazione di Adamo ed Eva, il paradiso terrestre, il peccato originale, la punizione, la cacciata. Questo potrebbe essere definito una specie di prologo, nel quale intravvediamo la figura di colui che sarà il protagonista occulto del romanzo: Dio. E lo conosciamo non solo come il creatore di tutte le cose, ma anche come un personaggio interessato soprattutto a se stesso, alla perfezione delle proprie opere come metro della propria perfezione. Ma già nella creazione di Adamo ed Eva commette degli errori: si dimentica di dar loro la parola, poi si accorge che manca l’ombelico, e in entrambi i casi corre ai ripari.</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=760#more-760" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>TEMPO DI SCIROCCO. Omaggio a Ernesto Ragazzoni – 53° Festival dei due mondi. Dal 19 al 27 Giugno 2010 – Recensione di Jacopo Feliciani</title>
		<link>http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=758</link>
		<comments>http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=758#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 21:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[

Con la Conferenza stampa, del 17 Giugno 2010 ore 11:30, nella stessa location della rappresentazione a cui interveniva tutto il cast compreso regista, il docente di Storia del Teatro all&#8217;Accademia di Belle Arti di Macerata, Prof. Pierfrancesco Giannangeli e il Sindaco di Campello Paolo Pacifici, cominciava a delinearsi e riscoprire un personaggio vissuto a cavallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment-->
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/alle9i.jpg" title="alle9i.jpg"><img src="http://www.dicoseunpo.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/alle9i.thumbnail.jpg" alt="alle9i.jpg" /></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Lucida Grande'">Con la Conferenza stampa, del 17 Giugno 2010 ore 11:30, nella stessa location della rappresentazione a cui interveniva tutto il cast compreso regista, il docente di Storia del Teatro all&#8217;Accademia di Belle Arti di Macerata, Prof. Pierfrancesco Giannangeli e il Sindaco di Campello Paolo Pacifici, cominciava a delinearsi e riscoprire un personaggio vissuto a cavallo dei Secoli diciotto e diciannove.</span></p>
<p> <a href="http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=758#more-758" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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