“Le idee non hanno significato” è un titolo volutamente provocatorio. Per William Xerra il mondo dell’arte – e forse il mondo nella sua totalità – è ormai caratterizzato da una diffusione pervasiva di “idee” che pretendono di bastare a se stesse, senza porsi il problema di entrare in contatto con le realtà materiale, di acquisire una forma compiuta e di farsi carico di un significato. Questa situazione, scaturita allo stesso tempo da una deriva della ricerca concettuale (di cui Xerra è stato peraltro un anomalo e rilevante protagonista) e da un abuso del linguaggio pubblicitario, può essere modificata se le idee “accettano di essere nutrite da un corpo”. Il titolo originario della mostra era infatti “Le idee non hanno significato (se non sono nutrite dal corpo)”, ma l’artista ha deciso di semplificarlo, di ridurlo alla prima parte dell’asserzione, per renderlo più immediato ed incisivo. Quando è “nutrita da un corpo”, cioè quando si impregna della misteriosa complessità dell’esistenza umana e tenta di esprimerla in una forma compiuta, l’intuizione artistica si smarca dalle presunte “idee” di cui è saturo il mondo della comunicazione, acquisendo finalmente un significato.
La mostra di William Xerra presso Artepensiero mette in luce la sequenza di idee che hanno caratterizzato il suo itinerario artistico, soffermandosi su due dei suoi momenti più significativi: il ciclo del VIVE iniziato nei primi anni Settanta e concluso verso metà degli anni Novanta, e quello successivo, intitolato IO MENTO, che è tuttora in corso.