Un metodo rivoluzionario, quello di sant’Ignazio, ripreso con forza spettacolare anche nelle prediche di San Carlo Borromeo che prendeva per mano il suo uditorio per «entrare» insieme nella pagina biblica. Un approccio oggi ripetuto in quello che forse è il più insospettabile dei luoghi, per degli esercizi spirituali: il carcere di San Vittore a Milano. Alcuni detenuti infatti, quelli che hanno accettato di partecipare a questa singolare esperienza, si sono confrontati con alcuni racconti dell’Antico e del Nuovo Testamento di particolare pregnanza, lasciandosi interrogare da essi per poi rielaborarli in forma drammaturgica ed artistica. Quasi una moderna versione delle Sacre rappresentazioni medievali, o in una «riedizione» di quella straordinaria esperienza che fu il religioso teatro dei Sacri Monti prealpini…
Il risultato di questa singolare esperienza è confluito in una mostra dal significativo titolo: «L’illuminazione dello sguardo», che raccoglie le fotografie appositamente realizzate dai detenuti di San Vittore e che sarà inaugurata lunedì 22 marzo presso la Galleria San Fedele di Milano.
Sia nelle foto dei detenuti che nelle opere di Xerra, dunque, la pagina biblica, come i frammenti di vita, sono reinterpretati, riattualizzati e rivissuti. Antiche narrazioni che diventano racconti per l’uomo di oggi, gettando nuova luce e chiedendo un nuovo sguardo. Sant’Ignazio ne sarebbe stato contento.
Luca Frigerio
L’AVVENIRE, 21 marzo 2010.