XERRA E IL RIMOSSO
La costruzione più interessante è quella di un ambiente geometrico dove le superfici riflettenti, in rottura rispetto al sistema, perché sagomate su tagli emicircolari, ellittici o altro, costruiscono dimensioni e rapporti divergenti.
L’ultima operazione di Xerra sembra particolarmente precisa; isoliamo dal sistema un particolare, isoliamolo girandoci attorno col lampostil, scrivendoci vicino un «vive» come nella correzione delle bozze quando si intende dire che una cosa cancellata rimanga. Spostando l’operazione dall’ambito della scrittura all’icona troviamo che questi modi di isolare, e di porre in primo piano il rimosso, o, semplicemente, il posto ai margini, ribaltano una gerarchia che non è solo tra parole o sistemi di parole,ma tra icone che caratterizza cioè il nostro modello dell’apprendere che implica un nucleo, un punto focale, e dei «margini», dei momenti di rilassamento o assenza anche dell’attenzione.
Potrei adesso suggerire un modello di analisi di tipo partecipativo, e dunque ricominciare raccontando un pomeriggio nello studio di Xerra, un piccolo appartamento al piano terra di un antico palazzo piacentino, con quell’aria di svendita e di abbandono che hanno sempre questo genere di edifici, e dentro l’affastellarsi di tutto un sistema, un passato-presente, come se Xerra, mentre te lo mostra, dato che è ancora timido, volesse cancellare proprio quello che ti sta facendo vedere. Lapidi e specchi, flipper attaccati alla spina elettrica e vecchi quadri si accatastano in una specie di privato magazzino che resta delle memorie e che, per un visitatore non è consueto, è un mondo chiuso.
Ma l’interpretazione, per molti aspetti più fruttifera della precedenti, anche se le integra, è la strutturale, quella cioè che riconosce nell’esperienza di Xerra un carattere sostanzialmente costante; dunque eliminare il volto del morto dalle lapidi, eliminare la possibilità di lettura dello scritto, oppure evidenziare un particolare da un contesto iconico, o no, col «vive», ed ancora fare affiorare dall’indifferenziato dello schermo del flipper parole od icone,tutto fa parte di un modo di respingere e di fare emergere che appare sistematico. Xerra insomma ritiene di dovere, di fronte al sistema della realtà, suggerire delle scelte, delle esclusioni, oppure accentuare delle presenze: assente è la Madonna del Pero,presente invece un passato che a volte sembrava marginale. In questa direzione le analisi di una serie di frammentati e ricomposti pezzi di tele antiche, ricuperati da antiquari e rintelati e tesi sul telaio coi chiodi in evidenza, appare operazione analoga alle antecedenti. L’antico, il passato, è anch’esso un universo «escluso» e solo la nostra coscienza può contribuire a ripercorrerlo, a scoprirlo.