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	<title>Commenti a: PER CHI VOTARE IL 13?</title>
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	<description>Riflessioni su un po&#039; di cose</description>
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		<title>Di: Mariella Canaletti</title>
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		<dc:creator>Mariella Canaletti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 10:26:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi piace riportare un commento di Ugo Basso sulla sua dichiarazione di voto. Condivido e sottoscrivo
&quot;Partito democratico, certo. 
Ho cercato, in queste settimane, di far passare il messaggio, non so con quanto successo, fra gli amici. Ho cercato di far passare il messaggio non facendo girare barzellette su Berlusconi  per un  sorriso  ormai scarso sulle labbra di chi comunque non lo vota, ma ricordando i mali operati dall’uomo e dai suoi sostenitori, che il poeta chiama squadristi. Mali probabilmente presenti a tutti, ma da ripassare di tanto in tanto per ripetersi che sono la causa del disagio che stiamo vivendo, che  hanno inquinato i fondamenti della nostra convivenza, che mettono in discussione il concetto stesso di democrazia e ci rendono talvolta faticoso parlare perfino con gli amici. 

Li ricordo con grande semplificazione anche qui: utilizzo del parlamento, affollato di corrotti inquisiti e condannati, a tutela degli interessi personali; controllo dell’informazione; asservimento della chiesa mediante favori economici con riduzione della laicità dello stato e conseguente rigurgiti di anticlericalismo; devastazione delle istituzioni e marginalizzazione della costituzione; partecipazione a una guerra che tutto il mondo ritiene folle con morti e costi altissimi anche per noi; spazio alle mafie e incoraggiamento all’evasione fiscale attraverso i condoni; volgarità di linguaggio e di comportamento pubblico; menzogne sistematiche attribuite agli altri. Tutto questo è stato quando l’uomo si presentava di centro: dopo la svolta a destra, aggiungo il timore per la presenza fascista dichiarata nel nuovo partito e di conseguenza nel futuro governo. 

Di fronte a questo, inoppugnabile, la scelta di voto per me è sicura per la forza politica che, con un atteggiamento indiscutibilmente diverso, può avanzare qualche speranza, temo debolissima, di fronteggiare il mostro, dilagante con il sostegno degli italiani, più suggestionati che informati, più indotti al tifo calcistico che alla riflessione politica.  Questo cerco di dire agli amici. 

Mi piacerebbe continuare delineando il profilo del partito del mio cuore –secondo la nota espressione di Nando Fabro- che non è il PD di Veltroni, che già mi disturba chiamare così. Credo che occorra essere grati a Veltroni che si spende in una campagna coraggiosa, in cui afferma uno stile sicuramente apprezzabile, che cerca di incoraggiare, ma non amo i partiti personali, non amo i leader carismatici, neppure quando ne condivido le posizioni. Mi auguro comunque che Veltroni abbia successo non solo nelle elezioni, ma nel costruire un’Italia diversa, benché accanto a lui ci siano  gli uomini che hanno governato in anni passati recenti o lontani, quindi con poca credibilità, tanto da lasciar temere che anche le dichiarazioni programmatiche  resteranno non  stracciate, ma disattese. Le difficoltà sono enormi, le strutture della politica sono feroci nel difendere i propri privilegi, le risorse sono limitate e le mediazioni ardue fino all’impossibilità, come ha dimostrato l’ottimo Prodi, che resta l’esperienza di governo più interessante e costruttiva da moltissimi anni. Mi auguro che fra i candidati scelti per il nuovo parlamento, operai o scienziati,  precari o imprenditori, parlamentari di vecchia data o new entry della politica, ce ne siano con una storia personale di impegno per la riduzione delle spese della politica, per una giustizia efficiente, per un servizio pubblico di informazione non ossequiente.  

Mi auguro davvero una volta o l’altra di riparlare, magari anche da qui, del partito del mio cuore: ma ora non c’è spazio per incertezze, non c’è spazio per astensioni o per voti di bandiera, come richiamano questi inquietanti versi di Giovanni Roboni, il poeta scomparso nel 2004, che scriveva così in tempi non elettorali:

si distrugge la giustizia, il decoro
della convivenza civile.
E intanto l’imprenditore del nulla,
il venditore di aria fritta,
forte coi miserabili
delle sue inindagabili ricchezze,
sorride a tutto schermo
negando ogni evidenza, promettendo
il già invano promesso e l’impossibile,
spacciando per paterno
il suo osceno frasario da piazzista.&quot;
[…] a noi…è toccata, con il danno, la beffa,
una farsa in aggiunta alla sventura.
(Ultimi versi, Garzanti 2006)]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace riportare un commento di Ugo Basso sulla sua dichiarazione di voto. Condivido e sottoscrivo<br />
&#8220;Partito democratico, certo.<br />
Ho cercato, in queste settimane, di far passare il messaggio, non so con quanto successo, fra gli amici. Ho cercato di far passare il messaggio non facendo girare barzellette su Berlusconi  per un  sorriso  ormai scarso sulle labbra di chi comunque non lo vota, ma ricordando i mali operati dall’uomo e dai suoi sostenitori, che il poeta chiama squadristi. Mali probabilmente presenti a tutti, ma da ripassare di tanto in tanto per ripetersi che sono la causa del disagio che stiamo vivendo, che  hanno inquinato i fondamenti della nostra convivenza, che mettono in discussione il concetto stesso di democrazia e ci rendono talvolta faticoso parlare perfino con gli amici. </p>
<p>Li ricordo con grande semplificazione anche qui: utilizzo del parlamento, affollato di corrotti inquisiti e condannati, a tutela degli interessi personali; controllo dell’informazione; asservimento della chiesa mediante favori economici con riduzione della laicità dello stato e conseguente rigurgiti di anticlericalismo; devastazione delle istituzioni e marginalizzazione della costituzione; partecipazione a una guerra che tutto il mondo ritiene folle con morti e costi altissimi anche per noi; spazio alle mafie e incoraggiamento all’evasione fiscale attraverso i condoni; volgarità di linguaggio e di comportamento pubblico; menzogne sistematiche attribuite agli altri. Tutto questo è stato quando l’uomo si presentava di centro: dopo la svolta a destra, aggiungo il timore per la presenza fascista dichiarata nel nuovo partito e di conseguenza nel futuro governo. </p>
<p>Di fronte a questo, inoppugnabile, la scelta di voto per me è sicura per la forza politica che, con un atteggiamento indiscutibilmente diverso, può avanzare qualche speranza, temo debolissima, di fronteggiare il mostro, dilagante con il sostegno degli italiani, più suggestionati che informati, più indotti al tifo calcistico che alla riflessione politica.  Questo cerco di dire agli amici. </p>
<p>Mi piacerebbe continuare delineando il profilo del partito del mio cuore –secondo la nota espressione di Nando Fabro- che non è il PD di Veltroni, che già mi disturba chiamare così. Credo che occorra essere grati a Veltroni che si spende in una campagna coraggiosa, in cui afferma uno stile sicuramente apprezzabile, che cerca di incoraggiare, ma non amo i partiti personali, non amo i leader carismatici, neppure quando ne condivido le posizioni. Mi auguro comunque che Veltroni abbia successo non solo nelle elezioni, ma nel costruire un’Italia diversa, benché accanto a lui ci siano  gli uomini che hanno governato in anni passati recenti o lontani, quindi con poca credibilità, tanto da lasciar temere che anche le dichiarazioni programmatiche  resteranno non  stracciate, ma disattese. Le difficoltà sono enormi, le strutture della politica sono feroci nel difendere i propri privilegi, le risorse sono limitate e le mediazioni ardue fino all’impossibilità, come ha dimostrato l’ottimo Prodi, che resta l’esperienza di governo più interessante e costruttiva da moltissimi anni. Mi auguro che fra i candidati scelti per il nuovo parlamento, operai o scienziati,  precari o imprenditori, parlamentari di vecchia data o new entry della politica, ce ne siano con una storia personale di impegno per la riduzione delle spese della politica, per una giustizia efficiente, per un servizio pubblico di informazione non ossequiente.  </p>
<p>Mi auguro davvero una volta o l’altra di riparlare, magari anche da qui, del partito del mio cuore: ma ora non c’è spazio per incertezze, non c’è spazio per astensioni o per voti di bandiera, come richiamano questi inquietanti versi di Giovanni Roboni, il poeta scomparso nel 2004, che scriveva così in tempi non elettorali:</p>
<p>si distrugge la giustizia, il decoro<br />
della convivenza civile.<br />
E intanto l’imprenditore del nulla,<br />
il venditore di aria fritta,<br />
forte coi miserabili<br />
delle sue inindagabili ricchezze,<br />
sorride a tutto schermo<br />
negando ogni evidenza, promettendo<br />
il già invano promesso e l’impossibile,<br />
spacciando per paterno<br />
il suo osceno frasario da piazzista.&#8221;<br />
[…] a noi…è toccata, con il danno, la beffa,<br />
una farsa in aggiunta alla sventura.<br />
(Ultimi versi, Garzanti 2006)</p>
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