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	<title>Commenti a: ACCANTO ALLA TIGRE, di Lorenzo Pavolini</title>
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	<description>Riflessioni su un po&#039; di cose</description>
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		<title>Di: Rudy</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2010/08/16/accanto-alla-tigre-di-lorenzo-pavolini/#comment-56625</link>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 18:37:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anzitutto ti ringrazio del tuo commento. La mia età mi ha permesso di vivere, anche nel ricordo personale, gli ultimi due anni del fascismo e in particolare della repubblica di Salò. Ti dico subito che, sia per i miei ricordi, sia per quello che mi hanno riferito persone che il fascismo lo hanno vissuto in modo più completo, fra i quali diversi miei parenti, compreso mio padre, sia per le letture in epoche successive, io non sono fascista e appartengo alle persone che hanno definito il fascismo una dittatura e un&#039;esperienza da non ripetere nel modo più assolto. Poi sono d&#039;accordo che nel fascismo occorre distinguere due fasi: la prima, quella del fascismo come movimento che si è sviluppato all&#039;interno di una nazione, assorbendone, anche se solo in parte la cultura; questa è durata fino al 1938-43; la seconda quella del fascismo della repubblica di Salò, totalmente subordinato al potere della Germania nazista.
Come ho scritto nel commento al libro di Pavolini (figlio) io credo che uno degli errori più gravi della democrazia post-fascista sia stato quello di aver cercato di cancellare gli eventi del famoso ventennio, lasciando così in mano alle generazioni successive la sensazione di una spaccatura destinata a non risanarsi. Hai ragione quando ti chiedi se si possa parlare di sedicenti fascisti, etc. Il fascismo è un&#039;esperienza morta. Si tratta, invece di cercare di conoscere meglio i valori (positivi o negativi) che ne hanno mosso la politica, e capire meglio il rapporto che quel regime ha avuto con la società italiana. Per finire, se io ammiro profondamente il popolo tedesco, il popolo che ha dato forse i più grandi uomini nell&#039;arte, nella scienza, nella cultura, pur tuttavia non posso che considerare il nazismo come una deformazione tragica, della quale oggi, la grandissima maggioranza dei tedeschi si vergogna profondamente. Ciao]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anzitutto ti ringrazio del tuo commento. La mia età mi ha permesso di vivere, anche nel ricordo personale, gli ultimi due anni del fascismo e in particolare della repubblica di Salò. Ti dico subito che, sia per i miei ricordi, sia per quello che mi hanno riferito persone che il fascismo lo hanno vissuto in modo più completo, fra i quali diversi miei parenti, compreso mio padre, sia per le letture in epoche successive, io non sono fascista e appartengo alle persone che hanno definito il fascismo una dittatura e un&#8217;esperienza da non ripetere nel modo più assolto. Poi sono d&#8217;accordo che nel fascismo occorre distinguere due fasi: la prima, quella del fascismo come movimento che si è sviluppato all&#8217;interno di una nazione, assorbendone, anche se solo in parte la cultura; questa è durata fino al 1938-43; la seconda quella del fascismo della repubblica di Salò, totalmente subordinato al potere della Germania nazista.<br />
Come ho scritto nel commento al libro di Pavolini (figlio) io credo che uno degli errori più gravi della democrazia post-fascista sia stato quello di aver cercato di cancellare gli eventi del famoso ventennio, lasciando così in mano alle generazioni successive la sensazione di una spaccatura destinata a non risanarsi. Hai ragione quando ti chiedi se si possa parlare di sedicenti fascisti, etc. Il fascismo è un&#8217;esperienza morta. Si tratta, invece di cercare di conoscere meglio i valori (positivi o negativi) che ne hanno mosso la politica, e capire meglio il rapporto che quel regime ha avuto con la società italiana. Per finire, se io ammiro profondamente il popolo tedesco, il popolo che ha dato forse i più grandi uomini nell&#8217;arte, nella scienza, nella cultura, pur tuttavia non posso che considerare il nazismo come una deformazione tragica, della quale oggi, la grandissima maggioranza dei tedeschi si vergogna profondamente. Ciao</p>
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		<title>Di: giovanni</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2010/08/16/accanto-alla-tigre-di-lorenzo-pavolini/#comment-56613</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:41:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[perche&#039; oggi se si possa parlare di sedicenti fascisti,o camerati,... non appena parli della germania e dei suoi capi .prendono le distanze e si comportano come badogliani?  io a mio giudizio anche se non ho vissuto quei periodi mi sento fascista ed amico della germania nazional socialista ..........non mi sento almeno psicologicamente di essere fascista fino al 1940 o giu di li.    grazie e spero in un riscontro. giovanni bertocco]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perche&#8217; oggi se si possa parlare di sedicenti fascisti,o camerati,&#8230; non appena parli della germania e dei suoi capi .prendono le distanze e si comportano come badogliani?  io a mio giudizio anche se non ho vissuto quei periodi mi sento fascista ed amico della germania nazional socialista &#8230;&#8230;&#8230;.non mi sento almeno psicologicamente di essere fascista fino al 1940 o giu di li.    grazie e spero in un riscontro. giovanni bertocco</p>
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