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	<title>Commenti a: Cavalleria Rusticana e Pagliacci alla Scala. Considerazioni.</title>
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	<description>Riflessioni su un po&#039; di cose</description>
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		<title>Di: Giampaolo Lomi</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2011/01/20/cavalleria-rusticana-e-pagliacci-alla-scala-considerazioni/#comment-23468</link>
		<dc:creator>Giampaolo Lomi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 01:06:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi ricordo benissimo. Pioveva e ci vedemmo un attimo all&#039; uscita mentre stavamo aspettando proprio la Fleming e c&#039; era sotto il porticato anche Leyla Genger. Tu non rimanesti a cena con noi. Peccato. C&#039;era anche Giovanna Lomazzi e Giovanni De Merulis. Ma quanti anni son passati? Certo più di 10 !
La Scala è un teatro sui generis. Stasera discutevo a cena col maestro Vincenzo Grisostomi. Anche lui disapprovava il comportamento del loggione, ma ha aggiunto una osservazione. La Scala volere o volare è il teatro più famoso del mondo. Qualcosa si deve pagare per questo primato e l&#039; attesa delle reazioni è temuta peggio di una sentenza. Ma è un costo che fa parte della vita di quel teatro, risaputo nel mondo. Un tempo c&#039; era Parma che era temuta dai cantanti più della peste. Si narrava che nel loggione il pubblico neppure guardava l&#039; azione scenica. Le donne facevano la calza coi ferri per abitudine e alzavano tutte insieme la testa, pronte a strillare, appena avvertivano una stonatura, o anche meno. Mi pare ricordare che anche la Callas affrontò queste forche caudine, oppure si rifiutò di cantare in quel teatro.  Ci andavo spesso quando abitavo a Milano (dal 1957 al 1964) . Ci vidi anche il grande Bastianini e ero presente con Roberto Bauer, l&#039; uomo di Rudolph Bing a Milano, la serà che scritturò per il Metropolitan Eugenio Fernandi, un tenore dalla bellissima voce che poi durò solo qualche anno. Bei tempi !
Non mi ricordo se ti ho mandato il clip di Zelmira di Rossini, con Kunde, Florez e la Aldrich. Pesaro 2010. E&#039; una bellissima opera con una regia onirica ma elegante. Ben cantata e ben diretta da Roberto Abbado. Se ti fa piacere ti mando il DVD. Comunque il clip lo puoi vedere sul mio profilo in FB. E&#039; il bel concertato che precede il gran finale del primo atto. Ciao]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ricordo benissimo. Pioveva e ci vedemmo un attimo all&#8217; uscita mentre stavamo aspettando proprio la Fleming e c&#8217; era sotto il porticato anche Leyla Genger. Tu non rimanesti a cena con noi. Peccato. C&#8217;era anche Giovanna Lomazzi e Giovanni De Merulis. Ma quanti anni son passati? Certo più di 10 !<br />
La Scala è un teatro sui generis. Stasera discutevo a cena col maestro Vincenzo Grisostomi. Anche lui disapprovava il comportamento del loggione, ma ha aggiunto una osservazione. La Scala volere o volare è il teatro più famoso del mondo. Qualcosa si deve pagare per questo primato e l&#8217; attesa delle reazioni è temuta peggio di una sentenza. Ma è un costo che fa parte della vita di quel teatro, risaputo nel mondo. Un tempo c&#8217; era Parma che era temuta dai cantanti più della peste. Si narrava che nel loggione il pubblico neppure guardava l&#8217; azione scenica. Le donne facevano la calza coi ferri per abitudine e alzavano tutte insieme la testa, pronte a strillare, appena avvertivano una stonatura, o anche meno. Mi pare ricordare che anche la Callas affrontò queste forche caudine, oppure si rifiutò di cantare in quel teatro.  Ci andavo spesso quando abitavo a Milano (dal 1957 al 1964) . Ci vidi anche il grande Bastianini e ero presente con Roberto Bauer, l&#8217; uomo di Rudolph Bing a Milano, la serà che scritturò per il Metropolitan Eugenio Fernandi, un tenore dalla bellissima voce che poi durò solo qualche anno. Bei tempi !<br />
Non mi ricordo se ti ho mandato il clip di Zelmira di Rossini, con Kunde, Florez e la Aldrich. Pesaro 2010. E&#8217; una bellissima opera con una regia onirica ma elegante. Ben cantata e ben diretta da Roberto Abbado. Se ti fa piacere ti mando il DVD. Comunque il clip lo puoi vedere sul mio profilo in FB. E&#8217; il bel concertato che precede il gran finale del primo atto. Ciao</p>
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		<title>Di: Rudy</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2011/01/20/cavalleria-rusticana-e-pagliacci-alla-scala-considerazioni/#comment-23318</link>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 09:09:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ti ringrazio per il commento, che in larghissima misura concorda con le mie osservazioni. A proposito di melochecche, oltre alle assurdità che hai citato, ti ricorderò che alla fine della Lucrezia Borgia, sono andati ad aspettare la Fleming (che certamente aveva sbagliato l&#039;aria finale “era desso il figlio mio”, ma può succedere a tutti) all&#039;uscita del teatro gridandole dietro “Puttana! Torna in America!”. Così la Fleming a Milano non è più tornata, e non credo che questa sia un fatto di cui vantarsi.
Ciao]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio per il commento, che in larghissima misura concorda con le mie osservazioni. A proposito di melochecche, oltre alle assurdità che hai citato, ti ricorderò che alla fine della Lucrezia Borgia, sono andati ad aspettare la Fleming (che certamente aveva sbagliato l&#8217;aria finale “era desso il figlio mio”, ma può succedere a tutti) all&#8217;uscita del teatro gridandole dietro “Puttana! Torna in America!”. Così la Fleming a Milano non è più tornata, e non credo che questa sia un fatto di cui vantarsi.<br />
Ciao</p>
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		<title>Di: Giampaolo Lomi</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2011/01/20/cavalleria-rusticana-e-pagliacci-alla-scala-considerazioni/#comment-23288</link>
		<dc:creator>Giampaolo Lomi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 01:48:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho visto e registrato da RAI 5, la trasmissione completa di ieri. Per puro miracolo perchè con la RAI 5 non si sa mai bene quando e cosa stiano per trasmettere. Comunque ce l&#039; ho fatta. Ho letto il tuo commento e vorrei aggiungere che ho trovato ignobili e pre-decisi tutti quei buuu che ci sono stati contro Cura, Oksana Dyka e Martone. La solita scanagliata di quel branco di melochecche superstiti che da quando vivevo a Milano si sono avventate sempre o quasi sempre senza una vera ragione contro cantanti, direttori, registi e scenografi. Hanno il dente avvelenato per principio e non dimenticherò mai la vergognosa reazione a Del Monaco nella Carmen di circa 35 anni fa, o agli insulti al geniale Kleiber nell&#039; Otello e decine di altri casi che hanno coinvolto la Callas, la Caballe, la Scotto etc.
Ebbene a me son piaciute sia Pagliacci che Cavalleria. Non posso giudicare dal vivo perchè per TV sia ha sempre una percezione alterata, però ho ben apprezzato le scene e la regiia sia dei Pagliacci che di Cavalleria. Ho trovato genialle i Pagliacci, con quell&#039;ambientazione gelida vista dal parapetto dell&#039; autostrada su uno spiazzo arido dove si sono allineati i carrozzoni dei guitti. Teatralmente e scenicamente una delle migliori scelte per un&#039; opera come i Pagliacci, vista e rivista in tutte le salse e con gli effettacci del passato. E&#039; vero. Il verismo non  ha mai conquistato neppure il mio gusto musicale, ma non si può negare l&#039; efficacia visiva e piscologica di queste due produzioni. Se devo essere sincero mi è piaciuta di piu la scenografia e la regia dei Pagliacchi che quella di Cavalleria. In quest&#039;ultima non mi ha convinto l&#039; aspetto &quot;protestante&quot; di quel coro seduto in una chiesa aperta, cui tutto si contrappoineva meno che una piazza siciliana. Questo ha disturbato la percezione passionale e la sensualita degli avvenimenti. Musicalmente, sia come voci che direzione, meglio dei Pagliacci.
Anche quì però vorrei osservare che Cura ha dato una vigorosa interpretazione scenica al personaggio. La maturità lo ha portato a migliorare il suo essere  animale da palcoscenico. La voce non ha retto allo sforzo fisico interpretativo. Ma questo l&#039; avevamo già capito nel famoso Otello di Torino di 14 anni fa, del quale a suo tempo parlammo a lungo. In questa produzione ha stonato varie volte, ha calato a più riprese, ma gli si perdona perchè ha fatto centro nell&#039; insieme sull&#039; aspetto veristico dell&#039; opera. Non meritava tutti quei buuu isterici e neppure la Oksana che ha cantato in tono, con garbo con precisione ma senza sensualità o alcun segno emotivo il che ha reso il suo canto freddo e inaccettabile ai loggonisti. Trovo poi che Harding ha diretto bene sia l&#039; una che l&#039; altra opera. Forse meglio Cavalleria, ma anche lui, se non ci fosse un odio precostituito, non avrebbe ricevuto le disapprovazioni che ci sono state. Se penso che quel teatro non ha mai buato  Sansogno, nè Votto nè Gavazzeni che negli anni 60 spadroneggiavano e dirigevano male, o quasi, tutto il repertorio che Ghiringhelli gli affidava, non riesco a credere che si possa buare il giovane Harding, ormai affermato direttore  e di qualità assai meno provinciale e insulsa di quella dei direttori che ho ricordato. A quei tempi le melochecche consumavano i fischi, i fiati, e le grida chioccie contro (o pro) Callas e Tebaldi. Ma erano altri tempi. Oggi è cambiata la musica ma i suonatori sono rimasti gli stessi....! Giampaolo]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto e registrato da RAI 5, la trasmissione completa di ieri. Per puro miracolo perchè con la RAI 5 non si sa mai bene quando e cosa stiano per trasmettere. Comunque ce l&#8217; ho fatta. Ho letto il tuo commento e vorrei aggiungere che ho trovato ignobili e pre-decisi tutti quei buuu che ci sono stati contro Cura, Oksana Dyka e Martone. La solita scanagliata di quel branco di melochecche superstiti che da quando vivevo a Milano si sono avventate sempre o quasi sempre senza una vera ragione contro cantanti, direttori, registi e scenografi. Hanno il dente avvelenato per principio e non dimenticherò mai la vergognosa reazione a Del Monaco nella Carmen di circa 35 anni fa, o agli insulti al geniale Kleiber nell&#8217; Otello e decine di altri casi che hanno coinvolto la Callas, la Caballe, la Scotto etc.<br />
Ebbene a me son piaciute sia Pagliacci che Cavalleria. Non posso giudicare dal vivo perchè per TV sia ha sempre una percezione alterata, però ho ben apprezzato le scene e la regiia sia dei Pagliacci che di Cavalleria. Ho trovato genialle i Pagliacci, con quell&#8217;ambientazione gelida vista dal parapetto dell&#8217; autostrada su uno spiazzo arido dove si sono allineati i carrozzoni dei guitti. Teatralmente e scenicamente una delle migliori scelte per un&#8217; opera come i Pagliacci, vista e rivista in tutte le salse e con gli effettacci del passato. E&#8217; vero. Il verismo non  ha mai conquistato neppure il mio gusto musicale, ma non si può negare l&#8217; efficacia visiva e piscologica di queste due produzioni. Se devo essere sincero mi è piaciuta di piu la scenografia e la regia dei Pagliacchi che quella di Cavalleria. In quest&#8217;ultima non mi ha convinto l&#8217; aspetto &#8220;protestante&#8221; di quel coro seduto in una chiesa aperta, cui tutto si contrappoineva meno che una piazza siciliana. Questo ha disturbato la percezione passionale e la sensualita degli avvenimenti. Musicalmente, sia come voci che direzione, meglio dei Pagliacci.<br />
Anche quì però vorrei osservare che Cura ha dato una vigorosa interpretazione scenica al personaggio. La maturità lo ha portato a migliorare il suo essere  animale da palcoscenico. La voce non ha retto allo sforzo fisico interpretativo. Ma questo l&#8217; avevamo già capito nel famoso Otello di Torino di 14 anni fa, del quale a suo tempo parlammo a lungo. In questa produzione ha stonato varie volte, ha calato a più riprese, ma gli si perdona perchè ha fatto centro nell&#8217; insieme sull&#8217; aspetto veristico dell&#8217; opera. Non meritava tutti quei buuu isterici e neppure la Oksana che ha cantato in tono, con garbo con precisione ma senza sensualità o alcun segno emotivo il che ha reso il suo canto freddo e inaccettabile ai loggonisti. Trovo poi che Harding ha diretto bene sia l&#8217; una che l&#8217; altra opera. Forse meglio Cavalleria, ma anche lui, se non ci fosse un odio precostituito, non avrebbe ricevuto le disapprovazioni che ci sono state. Se penso che quel teatro non ha mai buato  Sansogno, nè Votto nè Gavazzeni che negli anni 60 spadroneggiavano e dirigevano male, o quasi, tutto il repertorio che Ghiringhelli gli affidava, non riesco a credere che si possa buare il giovane Harding, ormai affermato direttore  e di qualità assai meno provinciale e insulsa di quella dei direttori che ho ricordato. A quei tempi le melochecche consumavano i fischi, i fiati, e le grida chioccie contro (o pro) Callas e Tebaldi. Ma erano altri tempi. Oggi è cambiata la musica ma i suonatori sono rimasti gli stessi&#8230;.! Giampaolo</p>
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		<title>Di: jacopo</title>
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		<dc:creator>jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 16:46:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come al solito, Rodolfo riesce a catturare lo spirito della rappresentazione, e presentarlo con semplicità e espositiva catturando al massimo l&#039;attenzione del lettore. Complimenti!!!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito, Rodolfo riesce a catturare lo spirito della rappresentazione, e presentarlo con semplicità e espositiva catturando al massimo l&#8217;attenzione del lettore. Complimenti!!!!</p>
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