<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Da IL VIOLINO (novella di Erri de Luca)</title>
	<atom:link href="https://www.dicoseunpo.it/blog/2012/04/25/841/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2012/04/25/841/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=841</link>
	<description>Riflessioni su un po&#039; di cose</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Mar 2020 12:20:11 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.6.1</generator>
	<item>
		<title>Di: ciao</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2012/04/25/841/#comment-121842</link>
		<dc:creator>ciao</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 17:22:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=841#comment-121842</guid>
		<description><![CDATA[come mori il nonno ????]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>come mori il nonno ????</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rudy</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2012/04/25/841/#comment-67760</link>
		<dc:creator>Rudy</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 18:57:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=841#comment-67760</guid>
		<description><![CDATA[Confesso che non mi è facile riassumere uno scritto di Erri De Luca. Ci proverò. Il racconto ha per titolo “Il violino” ed è uno dei racconti che si trovano nella raccolta intitolata “In altro a sinistra”
L’incipit serve per stabilire l’atmosfera musicale lungo la quale si dipana il racconto: il fanciullo non ama i cunicoli, le galleria delle miniere nelle quali lavora il nonno. Ama la musica del suo violino e questa musica egli la sente arrampicandosi sulle pareti delle montagne di casa sua. È muto, ma può emettere un suono, una nota, un “la”, sulla quale il nonno accorda il violino e a partire dalla quale il giovane ricostruisce nella sua mente la musica.  Come le dita del nonno trovano le note sulla tastiera del violino, senza la necessità di guardare, così le dita del ragazzo trovano gli appigli che gli consentono di arrampicarsi sulla montagna. I forestieri lo vedono, lo ingaggiano per arrampicate con la corda e i chiodi, ma il ragazzino ama la libertà, non sopporta la corda che lo lega ad altre persone. Preferisce volare perché il volo desta in lui la sensazione che provoca la musica del violino del nonno. A causa delle sua mutezza, non verrà accettato alla scuola di alpinismo dove si formano le guide alpine. Ma la sua passione non lo tratterrà dal continuare le sue scalate, sempre accompagnato da una musica che egli continua a sentire nelle proprie orecchie, anche quando la presa sugli appigli gli sfugge ed egli vola precipitando da pareti sui ghiaioni delle montagne. Il ragazzo diventerà adulto, trascorrerà la vita lavorando nei circhi, dove apprenderà dagli acrobati esercizi sempre più arditi, e accompagnato dalla musica interiore del violino del nonno, farà acrobazie e farà emozionare il pubblico. In vecchiaia sarà ridotto a fare l’inserviente in un circo, ma l’amore per l’arrampicata, che è poi l’amore per la musica, non lo abbandonerà. In un ultimo esercizio, la presa gli verrà meno, ed egli cadrà ferendosi in modo grave. Sarà ricoverato in ospedale in un letto accanto ad un giovane che sembra essere anch’egli grave. Il vicino di letto indossa un paio di occhiali dai quali non si vuole assolutamente separare. Ad un certo momento, gli occhiali cadendo emettono distintamente e in modo cristallino la nota “la”. Il vecchio acrobata non resiste alla tentazione, e, pieno di tubi com’è, si alza per afferrare gli occhiali e renderli al suo proprietario. Ma gli occhiali non emetteranno più alcun suono: si sentirà solo il respiro sempre più debole del vicino di letto rimasto senza occhiali.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso che non mi è facile riassumere uno scritto di Erri De Luca. Ci proverò. Il racconto ha per titolo “Il violino” ed è uno dei racconti che si trovano nella raccolta intitolata “In altro a sinistra”<br />
L’incipit serve per stabilire l’atmosfera musicale lungo la quale si dipana il racconto: il fanciullo non ama i cunicoli, le galleria delle miniere nelle quali lavora il nonno. Ama la musica del suo violino e questa musica egli la sente arrampicandosi sulle pareti delle montagne di casa sua. È muto, ma può emettere un suono, una nota, un “la”, sulla quale il nonno accorda il violino e a partire dalla quale il giovane ricostruisce nella sua mente la musica.  Come le dita del nonno trovano le note sulla tastiera del violino, senza la necessità di guardare, così le dita del ragazzo trovano gli appigli che gli consentono di arrampicarsi sulla montagna. I forestieri lo vedono, lo ingaggiano per arrampicate con la corda e i chiodi, ma il ragazzino ama la libertà, non sopporta la corda che lo lega ad altre persone. Preferisce volare perché il volo desta in lui la sensazione che provoca la musica del violino del nonno. A causa delle sua mutezza, non verrà accettato alla scuola di alpinismo dove si formano le guide alpine. Ma la sua passione non lo tratterrà dal continuare le sue scalate, sempre accompagnato da una musica che egli continua a sentire nelle proprie orecchie, anche quando la presa sugli appigli gli sfugge ed egli vola precipitando da pareti sui ghiaioni delle montagne. Il ragazzo diventerà adulto, trascorrerà la vita lavorando nei circhi, dove apprenderà dagli acrobati esercizi sempre più arditi, e accompagnato dalla musica interiore del violino del nonno, farà acrobazie e farà emozionare il pubblico. In vecchiaia sarà ridotto a fare l’inserviente in un circo, ma l’amore per l’arrampicata, che è poi l’amore per la musica, non lo abbandonerà. In un ultimo esercizio, la presa gli verrà meno, ed egli cadrà ferendosi in modo grave. Sarà ricoverato in ospedale in un letto accanto ad un giovane che sembra essere anch’egli grave. Il vicino di letto indossa un paio di occhiali dai quali non si vuole assolutamente separare. Ad un certo momento, gli occhiali cadendo emettono distintamente e in modo cristallino la nota “la”. Il vecchio acrobata non resiste alla tentazione, e, pieno di tubi com’è, si alza per afferrare gli occhiali e renderli al suo proprietario. Ma gli occhiali non emetteranno più alcun suono: si sentirà solo il respiro sempre più debole del vicino di letto rimasto senza occhiali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fabio 99</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2012/04/25/841/#comment-67759</link>
		<dc:creator>fabio 99</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 18:56:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=841#comment-67759</guid>
		<description><![CDATA[sfaticata fattelo il riassunto]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sfaticata fattelo il riassunto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: silvia</title>
		<link>https://www.dicoseunpo.it/blog/2012/04/25/841/#comment-67725</link>
		<dc:creator>silvia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 13:27:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.dicoseunpo.it/blog/?p=841#comment-67725</guid>
		<description><![CDATA[mi potete scrivere un riassunto urgente?!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi potete scrivere un riassunto urgente?!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
