31 marzo 2003

L’attacco di Muti dell’Ouverture mi ha proiettato ai tempi della mia
giovinezza, quando i primi 33 giri da me acquistati delle sinfonie di
Beethoven dirette da Toscanini, mi avevano fatto prendere una vera e
propria cotta per il compositore. È stata una sensazione indicibile
nelle quale si sovrapponevano, riportati in vita e se possibile
amplificati, i sentimenti di estasi, di passione che provavo allora, e
il senso di nostalgia che si accompagna inevitabilmente ai più bei
ricordi della nostra vita passata.
Ho trascorso tutta l’ouverture in questo stato d’animo, e alla fine ho
sentito un invincibile impulso di correre ad abbracciare Muti, gli
orchestrali, e magari anche il pubblico seduto vicino a me, tanta era la
mia gioia, tanto forte era il senso di liberazione che prende alla fine
di un brano che assorbe tutta la nostra attenzione e, assieme a lei, le
nostre energie.
Grande Beethoven in questa ouverture, in cui ci parla con veemenza,
forza di convinzione delle sue idee, del suo fuoco interiore, e che sa
trasmetterlo, incendiarlo anche dentro di noi. Ouverture breve, non
eloquente, ma categorica, convincente più per la sua forza che per la
sua complessità. E grande Muti che questo fuoco ha trasmesso lucente,
chiaro, intenso. E grande un’orchestra che ha suonato compatta, con
grande convinzione, quei timpani, così pieni di mistero, e quei corni
così luminosi. Il timbro del corno ha su di me un fascino speciale, ma
per ottenere questo effetto il suo timbro deve essere limpido, pulito,
senza la minima sbavatura, che rovinerebbe tutto: e i corni
dell’orchestra della Scala, in questa ouverture, e più avanti nella
grande aria di Leonora, hanno fatto il miracolo. Continua »
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28 febbraio 2003

Mi e’ capitato di ascoltare (e vedere) l’esecuzione dell’opera fatta ad
Helsinki e trasmessa in diretta da arte. Il viaggio a Reims non puo’ definirsi un’opera vera e propria. La trama
e’ esilissima: Un gruppo di persone di varia nazionalita’, ospiti di una
casa di bagni, hanno terminato la loro permanenza e devono tornare a
Reims. Per questo hanno noleggiato una carrozza, la quale tuttavia nel
venire a prendere i passeggeri e’ ribaltata. Ma la loro disperazione
viene presto trasformata in gioia quando giunge la notizia che il Re
dara’ una grande festa a Parigi, alla quale tutti decidono di andare,
sia pure con una carrozza “di linea”. Per festeggiare l’evento,
organizzano un gran pranzo nel quale cantano lodi a tutte le nazioni, ma
soprattutto a Carlo X in occasione della cui incoronazione Rossini aveva
scritto l’opera.
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21 febbraio 2003

Si tratta di un’opera rappresentata e rirappresentata, tanto piu’ che la regia era quella di Zeffirelli. Quindi potrebbe non valer la pena di parlarne. Poche righe solo per dire:
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4 febbraio 2003

L’altra sera ho avuto modo di registrare quest’opera di Haendel,
rappresentata a Monaco nel 2000. Il direttore era Harry Ticket, il
regista teatrale David Alden. Nel cast c’erano David Walzer come
Goffreedo, David Demels come Rinaldo, Egils Silins come Argante. La due
donne erano Noemi Nadelmann e Deborah York.
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31 gennaio 2003

Il turno C mi ha permesso di vedere lo spettacolo solo ieri sera. Molti
hanno già manifestato le loro riflessioni, e personalmente non ho molto
da aggiungere, anche perché non ho la cultura musicale di un
professionista del settore.
Comunque qualche riflessione come semplice spettatore, mi sento di
farla. Continua »
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