ACCATTONE (Pier Paolo Pasolini, 1961)

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È il primo film di PPP. Girato in un bianco e nero molto appiattito, chiaro, poco contrastato, “sporco”, ci accompagna nelle baraccopoli di una Roma degradata abitata da sottoproletari: baracche fatiscenti, strade in terra battuta traboccanti di sporcizia, ragazzini che corrono inseguendosi urlando, e all’orizzonte enormi casermoni di una periferia popolare; un mondo del quale i borghesi abitanti dei quartieri bene ne ignorano non tanto i contenuti quanto la stessa esistenza.


Queste baraccopoli degradate ospitano giovinastri senza né arte né parte, spesso legati ad attività ai limiti o anche oltre i limiti della legalità, che trascorrono le giornate seduti al bar, giocando a carte, litigando e facendo a pugni, deridendo quei pochi di loro che cercano di riabilitarsi guadagnando qualche soldo con un lavoro onesto. Il linguaggio è una lingua semidialettale, fortemente intessuta della classica cantilene romana, non sempre bene comprensibile dallo spettatore. La musica che accompagna il film deriva dalla Matthäus Passion di Johann Sebastian Bach. Gli attori che interpretano il film non sono professionisti, ma le cosiddette persone prese dalla strada.
Fra loro c’è Accattone, soprannome auto-attribuitosi da Vittorio, uno dei giovani, come gli altri o forse più degli altri strafottente, uno sbruffone mai disposto a cedere. È interpretato da Franco Citti, e lo conosciamo già all’inizio del film quando scommette qualche soldo con uno dei compagni, che farà un bagno nel fiume subito dopo un lauto pasto, senza per questo cadere in preda a qualche malanno che addirittura lo porti a morte. Poi veniamo a conoscere anche la sua attività: è un pappone, e sfrutta una battona, Maddalena, interpretata da Silvana Corsini, che ha denunciato per maltrattamenti il suo pappone precedente. Ciccio, questo è il suo nome, è stato condannato alla galera, ed ha abbandonato non solo la sua battona, ma anche la moglie e un nugolo di figli. Accattone gli succede, e con i soldi di Maddalena mantiene se stesso e la moglie e i figli di Ciccio, vivendo nella loro casa. Per far questo ha a sua volta abbandonato la propria moglie, dalla quale era mantenuto, e il figlio Iaio.
Ciccio dalla galera intende vendicarsi. Manda suoi quattro amici napoletani a trovare Accattone; essi fingono di fare amicizia con lui, ma poi si vendicano brutalmente su Maddalena, picchiandola selvaggiamente. Maddalena li denuncerà, ma non saprà riconoscerli, così a sua volta sarà condannata al carcere per il reato di calunnia.
Accattone ora è solo. Non ha di che vivere. Prima tenta di rimettersi con la moglie, ma non c’è nulla da fare, la donna lo caccia, e per vincere le insistenze del marito si fa aiutare dal padre e dal fratello che lo picchiano. Poi, per mantenere fede alle proprie inclinazioni di pappone, incontra una graziosa fanciulla, Stella (interpretata da Franca Pasut), impegnata in un duro lavoro in modo da poter guadagnare qualche soldo per mantenere la madre invalida. Le sue intenzioni sono quelle di farne una prostituta. La accompagna a vedere le battone nelle squallide strade dove lavorava Maddalena, e dove stazionano sue colleghe, come Ascenza (Paola Guidi) e Amore (Adriana Asti). Giorno dopo giorno, la fanciulla si innamora di Accattone e si lascia guidare sulla strada, andando a vivere nella casa dove prima viveva Maddalena. Ma Stella è una ragazzina ancora ingenua, timida, e già alla prima sera come battona, richiesta da un cliente, si rifiuta, piange, fugge. Accattone si trova così ancora senza reddito, non sa come fare. Si rivolge al fratello che, a differenza di lui, ha un posto di lavoro onesto, e si fa introdurre nell’ambiente. Ma il lavoro è troppo faticoso. L’impegno di Accattone dura poco.
Intanto Maddalena, dalle sue colleghe arrestate dalla polizia, viene a sapere che Accattone sta cercano di sfruttare questa giovane e ingenua fanciulla, e decide di incastrarlo. Lo denuncia per sfruttamento della prostituzione, offrendo alla polizia i particolari. La polizia decide di sorvegliarlo per sorprenderlo sul fatto. Accattone è di nuovo senza reddito, ma questa volta si rifiuta di mandare sulla strada Stella, della quale si è seriamente innamorato. Prende contatto con Balilla, uno dei suoi amici di bighellonaggio, che ha la fama di essere un ottimo ladro, e gli si propone come complice per qualche furto. In tre, con un carretto, si mettono per strada. L’obiettivo è quello di trovare dei furgoni contenenti merce contrattabile, come salumi e cose simili. Dopo qualche giro a vuoto, finalmente ne trovano uno. Appostano il carretto, e uno di loro con una rapida corsa si impadronisce di un po’ di materiale. Ma Accattone è sotto controllo per la denuncia di Maddalena, e la polizia vede il tentativo di furto. Così interviene. Arresta Balilla e l’altro complice, mentre Accattone fugge. Il giovane inforca una motocicletta lì vicino parcheggiata e si allontana velocemente. Ma fa poca strada. Un incidente lo sbalza dal sellino e così Accattone muore.

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