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Guardale bene, ma tutte in fila, queste belle facce,

non hai che da scegliere tra la stupidità e l’arroganza,

tra la scelleraggine e l’acqua santa, tra la supponenza

e la scempiaggine, tra la dissennatezza e la demenza,

tra la truffa e la rapina, tra l’aspersorio e il manganello,

tra l’inganno e il mercimonio, tra la chiesa e il bordello,

tra il corrotto e il corruttore, tra il razzista e l’alalà,
tra il baro e il mentitore... E non finisce purtroppo qua.

***

Il pesce, si sa, comincia a puzzare dalla testa.

Oggi la testa del pesce è letteralmente fetida,

ma la metà degli italiani s’inebria a quel fetore,

se ne riempie i polmoni come aria di montagna.

Finalmente è venuto il suo regno! Esultate!
La monnezza che invade città e campagne
è il segno tangibile dalla sua immanenza, il suo

speculare incarnarsi alla folla osannante.

***

Quando, in pochi, parlammo di regime, fummo

derisi. I politologi più sottili ci spiegarono che

sbagliavamo a demonizzarlo, non era il diavolo,

infatti non indossava coda e corna regolamentari.

Ora gli stessi politologi eminenti ogni tanto

si fermano per strada, annusano l’aria, si

chiedono perplessi: “Ma cos’è questa puzza

di zolfo?” E ancora non se lo sanno spiegare.

***

Ha più scheletri dentro l'armadio lui
che la cripta dei Cappuccini a Palermo!
Ogni tanto di notte, quando passa il tram
le ossa vibrano leggermente, e a quel suono

gli si rizzano i capelli sintetici. Teme che
le ante dell'armadio si aprano, che torme,
non di fantasmi ma di giudici in toga balzino fuori

agitando come nacchere scintillanti manette.

***

Mai riconosciuto nelle torri gemelle
il simbolo della civiltà occidentale.
Son altri i miei simboli, il Partenone,

la tour Eiffel, la cupola di Brunelleschi.

Gli aerei che si schiantarono contro le torri

colpirono semmai il cuore di Wall Street o
le borse valori. «Nulla di personale, solo

affari», come dicevano i gangsters d’una volta.

***

Dio, come sono diventati democratici

questi ex adoratori una volta di Stalin!

Si sono uniformati, sono l'opposizione

della Regina, di stampo anglosassone.

La maggioranza va trattata con i guanti,

al massimo si obietta. Ma che importa?

dal tuo al mio e dal mio al tuo, il travaso

continua sempiterno e li fa tutti uguali.

Andrea Camilleri (da Micromega, n. 4-6/2008)

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