BENVENUTO A «DI COSE UN PO’»

 
 

Mi ridestava la voce 
del giovane operaio che cantava 
dentro la stanza vuota.
O mia vita felice cui confido 
ogni mia dolce pazzia solitaria.
E' bello lavorare 
nel buio di una stanza
con la testa in vacanza 
lungo un azzurro mare.
Forse la giovinezza è solo questo 
perenne amare i sensi e non pentirsi.
I tuoi calmi spettacoli. La vita. 
L'amore che li lega. Sole sul colle. 
E più tardi la luna. Aiuto, aiuto!
E' nel dolce scompiglio del tuo viso 
l'amore della folla. Quanti amici 
per un amico qui confuso e solo.
Ma che grazia di sole e d'acque sporche 
ci separò d'un tratto la mattina.
Amore, amore
lieto disonore.
Appena entrato, il vino 
gentile della pioggia, in acqua sporca 
si muta 
Solo un fanciullo ascolta la mia voce. 
E di me parla il mondo: arido bene.

Sandro Penna (da “Croce e Delizia”, 1958)

CROCE E DELIZIA

 

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