BENVENUTO A «DI COSE UN PO’»

 
 

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  1. -Giovinettina pallida,

deh mostrami, se il sai,

mostrami il mio sentier!

  1. -Come potrei mostrartelo,

se ignoro ove te 'n vai,

leggiadro cavalier ?

- Il tuo labbruzzo è roseo,

e la tua chioma è d'oro,

ove me 'n vada ignoro.

Ove tu vai me 'n vo!

- Allor tu vieni al placido

tetto ove veglia Iddio
su un povero pastor:

corro a portargli l'umide

rose del labbro mio

e la mia chioma d'or!

  1. -Se basta amarti, o pallida

bimba, per esser tuo,

vale il mio cuore il suo,

e un regno io ti darò.

Sù, monta in groppa! è splendida

col cavalier la vita

fuggi, amor mio, con me!

- La tua corazza è fulgida,

la spada tua forbita,

bella sarei con te...

Ma il mio pastor giuravami

che la sua vita io sono;

pensa, se l'abbandono,

ch'egli potrìa morir!

  1. -In groppa, in groppa! o pallida

bimba, avrai perle e fiori

sull'abito nuzial;

avrai collana e strascico,

avrai profumi e allori

sul morbido guancial!

  1. -Egli morrà, giuravalo...

E poi, mio bel Sultano,

se non mi dai la mano

come potrei salir?

II Vorrei vederla nuda!... o Anacreonte,

o Teocrito, o mio fulgido Orazio,

per veder le beltà dell’Ellesponte,

dell’Egitto e del Lazio!

È Frine: il guardo, se lo fa parlare,

com’ella sa per infortunio mio,
non l’Areopago può al perdon chinare

ma la Corte d’Iddio!

E se il tien muto, e se, immobile finge

di non udir ciò che di dirle ardisco,
ti dà il vago stupor che dà la sfinge

davanti all’Obelisco.

Se folleggia, se canta e se m’insidia concedendomi un po’ della sua mano
pel Dio Termine! E’ Clori, è Filli, è Lidia

ed io sono un romano!

Nuda!... del nonno mio rinnegherei

La fede, e con qualunque apostasia

Fuorchè nel caso in cui potesi a lei

spiegar l’Eucarestia.

Emilio Praga (da Trasparenze, 1878)