BENVENUTO A «DI COSE UN PO’»

 
 
 

ULTIMI INSERIMENTI

POETI

QUADRI: LUC TUYMANS (30/08/2019)

QUADRI: GUSTAVO FOPPIANI

(03/09/2019)

QUADRI: BRUNO CASSINARI (15/09/2019)

QUADRI: OSVALDO LICINI (23/9/2019)

QUADRI: LUCIAN FREUD (11/10/2019)

QUADRI: N. GONCHAROVA (20/10/2019)

QUADRI: CORRADO CAGLI (13/11/2019)

SCULTURE: ALBERTO GIACOMETTI (1/12/2019)

Poiché l'angoscia di ciascuno è la nostra

ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna

che ti sei stretta convulsamente a tua madre

quasi volessi ripenetrare in lei

quando al meriggio il cielo si è fatto nero.

Invano, perché l'aria volta in veleno

é filtrata a cercarti per le finestre serrate

della tua casa tranquilla dalle robuste pareti

lieta già del tuo canto e del tuo timido riso.

Sono passati i secoli, la cenere si è pietrificata

a incarcerare per sempre codeste membra gentili.

Così tu rimani fra noi, contorto calco di gesso,

agonia senza fine, terribile testimonianza

di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.

Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,

della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura

che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:

la sua cenere muta é stata dispersa dal vento,

la sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.

Nulla rimane della scolara di Hiroshima,

ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli.

Vittima sacrificata sull'altare della paura.

Potenti della terra padroni di nuovi veleni,

tristi custodi segreti del tuono definitivo,

ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.

Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.

Primo Levi (Ad ora incerta, 1978)

NULLA RIMANE DELLA

SCOLARA DI HIROSHIMA

di Primo Levi